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FRANCESCHINI, FIERO RUOLO PROLOCO

La riforma del terzo settore, che attende i decreti attuativi, e la nuova legge regionale sul turismo, di prossimo approdo nell'aula dell'Assemblea legislativa. Sono le due priorita' emerse al convegno nazionale delle Pro loco a Bondeno, al quale ha partecipato anche il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini. Il ministro si è detto "fiero del ruolo delle pro loco" e ha invocato una "strategia intelligente tra pubblico e privato" per evitare situazioni ingestibili nella conservazione e valorizzazione del patrimonio pubblico. A questo si dovra' aggiungere il progetto 'Italia museo diffuso'. Dalla rappresentanza regionale (350 le formazioni emiliano romagnole) e' arrivata la proposta di affidare alle pro-loco l'informazione e la qualificazione turistica. Le richieste a governo e Regione: "Semplificazione e maggiore attenzione al patrimonio storico-culturale locale", ha auspicato il sindaco Fabio Bergamini, "autonomia e più fondi" le priorità per il presidente della pro loco di Bondeno Federico Caselli. Germano Bragalli (pro loco Molino del Pallone) ha rimarcato il valore delle infrastrutture come leva di sviluppo e antidoto all'isolamento, soprattutto in alta montagna, Raimonda Raggi, della pro loco di Castel San Pietro ha posto l'accento su via Emilia - come "veicolo di turismo" - e sul valore delle sagre. Il rappresentante - delegato - della Provincia Piero Lodi è fiducioso: "Expo ha mostrato che l'Italia, quando vuole, sa stupire il mondo". 
"Cento dirigenti Unpli, a Roma, stanno facendo formazione (l'iniziativa si chiama 'Cantiere pro-loco 2') su cammini italiani, raccolta fondi, proponendo l'inserimento delle pro loco tra i possibili beneficiari del cinque per mille", ha annunciato il presidente nazionale delle pro loco Claudio Nardocci, sottolineando poi il legame che unisce l'Unpli (Unione pro loco italiane) all'Unesco, che ne ha riconosciuto il ruolo nell'ambito del 'patrimonio culturale immateriale'. Dalla rappresentanza regionale (350 le formazioni emiliano romagnole) è invece arrivata, tra le altre, la proposta di affidare alle pro-loco l'informazione e la qualificazione turistica, sicuri che la rete regionale delle pro-loco sia all'altezza di queste sfide, ha riassunto il presidente emiliano romagnolo Stefano Ferrari, invocando il coinvolgimento di Unpli nei tavoli turistici e rilevando che la bozza della nuova legge regionale "non tiene conto del nostro ruolo". Ma l'esame dell'aula ha ancora da venire.
Sul palco si sono alternati inoltre gli interventi di Andrea Malacarne di Italia Nostra, Gianni Venturi di Associazione amici dei musei, Michele Pastore e Donato Selleri del liceo Roiti di Ferrara, tavolo coordinato da Sergio Gessi, direttore di Ferrara-Italia.it. Al centro il tema della scarsa capacità di valorizzazione del proprio patrimonio (unico) manifestata
dal sistema-Italia, fatto di 3.400 musei, 2mila siti archeologici, 51 siti patrimonio dell'Umanità Unesco, i primi al mondo. L'Italia dalla cultura ricava 36miliardi di euro di Pil per 470mila addetti, la Gran Bretagna genera un valore triplo rispetto al nostro, ha precisato Gessi.
E di "valorizzazione dei territori" hanno parlato anche Nicola Minarelli, dell'unione dei Comuni "Valli e Delizie", Paolo Govoni, della Camera di commercio di Ferrara, il vicesindaco di Bondeno Simone Saletti, Davide Urban (Ascom Ferrara), Caterina Brancaleoni (Sipro spa - promozione economica del territorio), Lorenzo Marchesini (Delta2000). In cabina di regìa il direttore del Resto del Carlino Ferrara Cristiano Bendin.

 

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