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SCAVI PILASTRI, NUOVE SCOPERTE

Scavitunnel

Parte la fase di analisi di laboratorio per i tanti reperti storici scoperti allo scavo della Terramara di Pilastri, l’area archeologica che sta svelando sempre più abitudini, stili di vita, costumi dell’antica popolazione terramaricola, risalente all’età del bronzo (3.600-3.200 anni fa). Nei giorni scorsi sul posto è arrivata anche l’assessore alla cultura Francesca Poltronieri, che ha portato il saluto e i ringraziamenti dell’amministrazione a tutti gli addetti ai lavori prima della partenza della nuova fase di indagine. “L’investimento su Pilastri è fondamentale e strategico - dice il consigliere regionale e residente Alan Fabbri -. Pilastri deve diventare un centro regionale di archeologia. I prossimi passi saranno quelli di creare dentro le scuole elementari una foresteria per gli archeologi di tutto il mondo e come punto di sintesi del lavoro effettuato. In prospettiva vogliamo fare di Pilastri una struttura museale viva e attiva, con la ricostruzione degli antichi insediamenti delle popolazioni terramaricole, per la quale intendiamo avvalerci della collaborazione di docenti, esperti e di chi fa archeologia sperimentale”. “Andremo a ‘caccia’ di finanziamenti nazionali ed europei. Dopo anni di scavi e di scoperte le condizioni per ottenerli ci sono tutte”, annuncia Fabbri.
Dopo un mese e mezzo di scavi, che hanno coinvolto una trentina di ragazzi delle università di Padova e Ferrara, il sito sospenderà momentaneamente l’attività, per dar modo agli studiosi di esaminare al microscopio tutto il ‘campionario’ di resti recuperati. Si tratta per lo più di ceramiche, lame in pietra, lame in bronzo, oggetti lavorati, piccoli frammenti di ambra, reperti tessili, indizi di una popolazione antichissima, alla quale Pilastri sta ‘ridando vita’.
In questo mese - spiega Simone Bergamini, del team di scavo - abbiamo scoperto una sorta di ‘area artigianale’ del sito terramaricolo, qui sono venuti alla luce i resti di antiche fornaci, che si trovano circoscritte da un edificio. Abbiamo scoperto che, oltre al villaggio, che si sta svelando poco a poco, vi è un’altra area sottostante, probabilmente ‘seppellita’ da un’alluvione, e che risale - probabilmente - all’inizio dell’età del bronzo. Gli studi compiuti fino ad oggi ci dicono che il villaggio di Pilastri è probabilmente uno dei più antichi: pare essere nato subito quando la pianura si è popolata ed ha avuto una vita di circa 400 anni. L’archeologia è l’unica lingua che oggi può rivelare le tracce dell’antica popolazione, visto che quella Terramaricola è l’ultima civiltà della pianura padana che non ha lasciato nulla di scritto e di cui romani e greci, arrivati dopo, non hanno tramandato niente.
“Con il tempo l’interesse dei cittadini attorno al sito della Terramara cresce e cresce anche l’attenzione dimostrata dai territori vicini. Stiamo coinvolgendo scuole e popolazione", spiega Bergamini. A questo proposito - per iniziativa dell’Associazione Bondeno cultura, del workgroup Culture Keys e del Gruppo Archeologico di Bondeno - è già partito il primo concorso di scrittura creativa per ragazzi dedicato all’importante sito dell’età del Bronzo di Pilastri. I primi temi stanno già arrivando, la competizione didattica si concluderà il prossimo anno. Perché la sfida del sito archeologico di Pilastri è condividere il più possibile l’esperienza di scavo per far sì - si legge nella ‘mission’ del gruppo di lavoro - che il passato rimesso in luce dall’archeologia sia percepito come una realtà attuale e condivisa.

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