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"FOTOTRAPPOLE" PER ABBANDONI

vetro

Dati in fase di elaborazione e potrebbero profilarsi contravvenzioni da parte

della Polizia municipale, non appena si sarà visionato il materiale. Capita anche questo nell’epoca delle tecnologie digitali, in cui ormai non scappa quasi più nulla “all’occhio elettronico”. Stavolta, però, le telecamere sono state posizionate esattamente a questo scopo, ovvero per scrutare a campione alcuni punti del territorio, dove in passato si erano registrati abbandoni di rifiuti, per verificare che la cosa non succedesse più. Detto fatto, ma la tentazione di riprovarci, da parte di qualche incivile, è una cosa dura a morire. Ed allora eccole lì, le telecamere in dotazione alla Polizia municipale (in accordo con Clara Spa) che hanno immortalato ancora una volta le scene degli abbandoni dei rifiuti. «Un fatto che ci spinge a continuare con le verifiche sul territorio con l’utilizzo delle cosiddette “foto-trappole” – dicono il sindaco Fabio Bergamini e l’assessore all’ambiente, Marco Vincenzi – fino a che il fenomeno non sarà stato completamente debellato». Intanto, «ci saranno contravvenzioni per i responsabili – dice l’amministrazione – non appena i nostri agenti avranno visionato il materiale raccolto». Nello specifico, ad essere finita nell’obiettivo della videocamera è stata questa volta la frazione di Burana. L’impianto di sorveglianza si avvale di telecamere mobili, complete di particolari batterie che garantiscono una continuità del servizio, con sistema di ricarica fotovoltaica. La Polizia municipale si occupa di eseguire i controlli, ma il sistema di telesorveglianza è realizzato in convenzione con Clara Spa, che fornisce la dotazione hardware, l’installazione e manutenzione delle batterie. «Il meccanismo è “intelligente” – dice il comandante della Polizia municipale dell’Alto Ferrarese, Stefano Ansaloni – nel senso che invia alcuni fotogrammi campione sulla mail di servizio della centrale operativa, nel momento in cui vengono individuati movimenti sospetti. Da qui, l’alert che dà il via alle indagini. Nella fattispecie di Burana, «ha fatto scalpore, in particolare, l’aver ritrovato al suolo, vicino alla campana del vetro e ai contenitori di “Humana” alcune confezioni di pasta che sono state raccolte per fini sociali e che qualcuno, con spregio, ha abbandonato a terra», dicono amareggiati Bergamini e Vincenzi. I generi alimentari, da circa un anno, vengono infatti raccolti dai volontari dell’associazione “Insieme è più facile”, in collaborazione con Caritas ed i servizi sociali, attraverso la donazione del materiale in scadenza del gruppo Unicomm, che gestisce il “Famila” di Bondeno. In un meccanismo virtuoso che vuole donare le eccedenze alimentari a scopi sociali.

campane vetro cumuli

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