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69° Giornata nazionale Anmil - invalidi e infortuni sul lavoro

sindaco bnf

Un giorno all’anno per occuparsi di temi come gli infortuni sul lavoro (spesso mortali)

è certamente troppo poco, ma è almeno un inizio. La 69° Giornata dell’Anmil (Associazione nazionale fra Lavoratori mutilati e invalidi del lavoro)  serve anche a puntare i riflettori su di un argomento purtroppo latente della vita quotidiana. Ieri mattina, prima durante la S. messa in duomo e poi durante la cerimonia al centro polifunzionale, lo hanno affrontato il consigliere di Anmil Alberto Alberti, portando il saluto del presidente territoriale Alberto Grimaldi, ed il direttore provinciale dell’Inail, Davide Lumia. Tra coloro che hanno ricevuto il distintivo dell’Inail, c’era anche l’agente Marco Ravaglia, ferito gravemente da “Igor il russo” e che ora sta cercando di ritrovare serenità in un lavoro parzialmente nuovo, sempre nella Polizia locale.  A fare gli onori di casa, il sindaco Fabio Bergamini, che ha esordito parlando dei tanti infortuni (non sempre denunciati) che avvengono in alcuni settori professionali, come quello sociosanitario. «Penso che sia un dovere di tutti gli amministratori del nostro territorio quello di pensare a stanziare le risorse per un fondo specifico», dice Bergamini. Idea che è stata accolta positivamente da Lumia dell’Inail, che si è detto disposto a collaborare. Alberti ha illustrato la situazione definita “spaventosa” degli infortuni sul lavoro a livello nazionale, con 645mila infortuni, in un dato che mostra una recrudescenza con un aumento del 6% rispetto al recente passato. I settori più coinvolti restano l’agricoltura, la manifattura e l’edilizia, seguiti da tutti gli altri. Nessuno escluso. I morti sul lavoro sono circa 700 dall’inizio dell’anno, a livello nazionale, con una media di 3,87 al giorno. Anmil e Inail sono concordi su di un fatto: «Non c’è bisogno di ulteriori leggi debellare il fenomeno, basta applicare le norme esistenti». Invece, in nome del profitto a tutti i costi, negli anni si sono ridotte tutele e impoverite le politiche del lavoro. Alberti cita, in tal senso, il Jobs Act. Il risultato sono i tanti invalidi e mutilati del lavoro e coloro che, «partendo al mattino per portare a casa un pezzo di pane, non fanno ritorno alle proprie case».

m ravagli premiato

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