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Form Impresa 2019: Visita allo stabilimento Mar-Tech di Bondeno

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Recentemente ha guadagnato le prime pagine di tutte le riviste del settore,

dopo l’apparizione delle proprie macchine agricole alla Fiera internazionale di Bolzano. La Mar-Tech di Bondeno ha osato sfidare i maggiori colossi della produzione di macchinari per la frutticoltura, innovando il settore con uno strumento versatile, che si presta a diverse applicazioni. E’ questo approccio tecnologico che ha permesso alla realtà bondenese di arrivare su mercati come quelli di Olanda, Belgio, Portogallo, Polonia e anche Germania, fronteggiando competitor che sul mercato esistono da più di quarant’anni. «Andremo presto ad inaugurare questa importante realtà della nostra economia locale – spiegano il sindaco Fabio Bergamini ed il vicesindaco con delega alle attività produttive, Simone Saletti –. La quale crea un indotto sul territorio, collaborando con numerose aziende locali. Un esempio di sinergia e di innovazione». La Mar-Tech di Roberto Sacchi e Luca Pazzi è nata nel 2011, ereditando la tradizione della ditta Marchesi che, per prima, aveva lanciato macchine destinate alla raccolta di frutta sul territorio. Il passaggio è stato quello di macchinari che si prestano alla raccolta di mele, nei due mesi della stagione del raccolto, ma che con ingranaggi, pistoni e tecnologie informatiche possono essere impiegati anche per le potature, la manutenzione degli impianti antigrandine e altre operazioni. «Abbiamo superato da tempo il concetto delle due pedane di lavoro – spiegano i titolari – ed abbiamo creato macchinari che sono modulati in base alle richieste del cliente, utili sia in pianura che in collina (si vedano alcuni territori portoghesi, sui quali diventa fondamentale la capacità di livellamento del mezzo di lavoro; ndr)». Il progetto di ogni singola macchina parte dalla Mar-Tech, ed una serie di imprese collaboratrici partecipa alla realizzazione delle parti, che poi vengono zincate, assemblate e verniciate. Lo stabilimento Mar-Tech si è trasferito da Ponte Rodoni (dove si lavorava in un sito di 200 metri quadri) a quello di via per Zerbinate, in un moderno capannone di 900 metri quadri. «Presto vi sarà l’inaugurazione. Esisteva un problema per gli spazi di manovra – ricorda Simone Saletti – ma ci siamo impegnati a risolverlo, studiando nuove piazzole di sosta, per consentire alle imprese della zona di lavorare nel migliore dei modi».

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