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Si cercano nuove infermiere volontarie, per proseguire il servizio

Dopo anni di onorata “carriera” quali volontarie, all’interno della sede della Croce Rossa Italiana di via Goldoni 52, le infermiere volontarie che fanno capo all’Auser sono state salutate dall’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti. Un servizio, quello svolto all’interno della struttura della zona Ovest di Bondeno, che ha riguardato moltissimi cittadini; fra iniezioni, medicazioni e misurazioni della pressione, che costituivano un servizio di prossimità di fondamentale importanza. «La collettività è grata a tutte le volontarie – sottolinea Coletti – che ho voluto incontrare a nome dell’Amministrazione, in una cena servita per salutarle e per lanciare con loro un importante messaggio. Perché questo servizio, che ora è sospeso, possa tornare presto ad esistere». Vi è la necessità di trovare nuovo personale infermieristico (in pensione o che possa dedicare alcune ore alla causa della comunità) perché dalla fine dell’anno scorso, l’indisposizione di alcune delle volontarie della prima “generazione” ha portato alla sospensione di esami e prelievi. «Questo servizio – precisa Coletti – è sempre stato complementare, ma non sostitutivo, rispetto a quello offerto dall’Ausl. I locali dove veniva svolto fino a qualche tempo fa sono stati di recente ammodernati e ristrutturati, a seguito dei danni riportati dal sisma. Per allestire i loro spazi, si è mobilitata l’intera comunità, con il Comune che concede in comodato gli spazi, ed eroga un contributo annuale». Lo stesso avviene per quel che riguarda il Lions Club, che peraltro ha finanziato con appositi “service” l’attività di volontariato. Un’apposita convenzione prevede anche la copertura assicurativa per le persone operanti all’interno degli ambulatori. L’Ausl, nel corso degli anni, ha fornito gli arredi, mentre tra le molteplici donazioni che si sono succedute, vanno contemplate anche quella della famiglia Borri, di circa tre anni fa. «Le infermiere volontarie – conclude Coletti – hanno da sempre messo il loro personale bagaglio di umanità e cortesia nel rapporto con il paziente. Vorremmo che il loro esempio potesse servire da volano per attirare nuovi volontari e fare continuare questo progetto, con un’apertura di alcune ore la settimana distribuita su più giorni. Sarebbe un bel messaggio di ringraziamento per chi, nel corso di tanti anni, ha lavorato per il bene della comunità».

Infemiere volontarie Auser ex 30 10 18

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