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Smaltimento amianto a livello domestico

amianto

La strada per chi dovesse avere la necessità di smaltire piccole quantità di amianto si fa in discesa. Dal 1° di marzo, infatti, entra nella sua fase operativa la delibera di Giunta pubblicata nei mesi scorsi (Dgc 170 del 20 luglio 2017) tramite la quale si prevede la possibilità per i cittadini di smaltire quantità determinate di amianto presente a livello domestico: per fare alcuni esempi, pannelli, lastre ondulate (tipo Eternit), piccole cisterne, canne fumarie e tubazioni. Queste ultime, ancora costituite da cemento e amianto, in molte parti del territorio «Dall’inizio di marzo – continua l’assessore ai lavori pubblici, Marco Vincenzi – sarà più semplice liberarsi di questo materiale pericoloso, anche se in quantità limitate, riferite alle sole pertinenze domestiche.. Basterà fornire un recapito e i cittadini interessati verranno ricontattati da Clara Spa, per procedere con un sopralluogo dei tecnici e ricevere tutte le informazioni necessarie». Il servizio il recupero a domicilio da parte di personale specializzato, dopo la rimozione, il trattamento e l’imballaggio del materiale da parte dello stesso cittadino. Per procedere al successivo smaltimento, quindi, sincerarsi che il materiale indicato sia conforme con le quantità indicate dal protocollo d’intesa sottoscritto da Provincia, Atersir, Ausl, Arpae e Clara Spa. Naturalmente, il ritiro in sicurezza e in forma gratuita dell’amianto, a domicilio, avverrà con precise soglie di peso e di metratura: nel caso di lastre, pannelli ondulati, per esempio, il massimo consentito è di circa 12 metri quadri. Per piccole vasche o cisterne, il limite consentito è di due contenitori fino ad un massimo di 500 litri. Per le canne fumarie e tubazioni, si parla di 3 metri lineari di materiale. Chi dovesse possedere ancora cucce di animali con tettoie in amianto potrà disporre il ritiro al massimo di una di esse per volta. I possessori di piastrelle di pavimento che contengono amianto (linoleum) potranno smaltire fino a 15 metri quadri di rivestimenti. «Non si potrà procedere in questo modo – evidenzia Marco Vincenzi – in quei casi in cui, per portare un caso concreto, il cemento amianto risulti sgretolato e, quindi, a rischio di dispersione di polveri e microfibre nell’ambiente. In quel caso, il rifiuto va trattato diversamente, contattando ditte specializzate».

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