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L'ARCIVESCOVO A PONTE RODONI

Una preghiera per superare il triste ricordo e i danni del sisma. L’arcivescovo Luigi Negri - questa mattina a Ponte Rodoni - ha invocato la Madonna, affinché faccia “il miracolo della ricostruzione”. Il prelato ferrarese ha commentato così il passo del Vangelo di Giovanni sulla trasformazione dell’acqua in vino alle nozze di Cana, il primo miracolo di Gesù. I sacrifici che state facendo - ha detto ai fedeli, riuniti numerosissimi nella cappella della canonica della parrocchia dell'Assunzione di Maria Santissima - “non saranno inutili. Tutto questo tempo - ha precisato Negri - non sarà inutile”. La comunità di Ponte Rodoni - nel corso della celebrazione - ha rivolto a monsignor Negri una lettera di ringraziamento, che contiene anche un appello affinché vengano individuati, magari anche con l’aiuto della Caritas nazionale, strutture temporanee per il culto e per celebrare i sacramenti. Negri ha spiegato che “oggi a più di 3 anni dal sisma le chiese ancora ‘smobilitate’ in tutto il cratere sono un centinaio (due sole quelle ricostruite) e ha assicurato: “Faremo tutto quello che possiamo. Credo che, nel frattempo, in questi momenti si debba essere anche abbastanza ‘fantasiosi’ e trovare anche strutture alternative. Lavoriamo insieme per superare la fatica di non avere luoghi stabili di culto, e affinché questa fatica non faccia ridurre la fede. Aiutiamoci a non rassegnarci”. L’arcivescovo ha poi espresso il proprio “grazie straordinario a don Mario Dalla Costa, grande educatore, uomo di grande fede e di grandi capacità”. Don Mario è da oltre un mese a Ponte Rodoni, dopo 23 anni alla direzione del seminario. 

Il sindaco Fabio Bergamini, intervenuto a fine messa, ha ricordato che “la ricostruzione, senza uno sblocco della burocrazia centrale e delle troppe regole che oggi ci sono imposte, rischia di essere un processo ancora lungo in tutto il cratere”, ha rilanciato la propria “assoluta disponibilità al servizio della comunità” e “ha ricordato l’imminente completamento dei lavori del duomo di Bondeno, restaurato dopo le scosse”. “Sarà un momento straordinario, anche simbolico, di rinascita, dopo gli anni difficili del sisma”.

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