Bondeno: notizie in primo piano

Il primo prodotto a marchio De.C.O.

Con l’approvazione della delibera di Giunta nella mattinata odierna, il Comune di Bondeno ha votato il disciplinare per la produzione e commercializzazione della passata di pomodoro “La Bondeno”, primo prodotto matildeo a fregiarsi del marchio De.C.O. (Denominazione Comunale d’Origine), oltre al logo stesso del marchio di garanzia.
Si tratta quindi di un primo risultato concreto a seguito della votazione, il gennaio scorso, del regolamento di istituzione del marchio comunale votato all’unanimità dall’intero consiglio e fortemente voluto dal sindaco Fabio Bergamini.
Il marchio De.C.O. è un’opportunità lanciata dall’Anci già negli anni ’90, oggettivamente poco sfruttata negli anni a seguire per la tutela e la promozione delle produzioni tipiche. Un’opportunità per promuovere e salvaguardare sia prodotti primari, come frutta e verdura, che secondari, come nel caso della passata di pomodoro.
Il Comune di Bondeno è quindi capofila in provincia di Ferrara e tra i pochi in Emilia Romagna a sfruttare questa possibilità.
Un’apposita commissione comunale, ha il compito di approvare i disciplinari per quei prodotti che chiedono di usufruire del marchio, come la passata di pomodoro “La Bondeno”, realizzata con pomodori coltivati sul territorio in base a precisi standard e commercializzata secondo regole tassative.
La commissione De.C.O. è presieduta dal Sindaco e composta da un consigliere di maggioranza, uno di opposizione e da due esperti del mondo agricolo e del comparto food.
“Siamo orgogliosi di essere i capofila per questo tipo di progetti – spiega il sindaco di Bondeno Fabio Bergamini -, il tutto nasce dall’attenzione ai produttori locali e alla valorizzazione delle nostre eccellenze. Dopo la passata di pomodoro analizzeremo le richieste giunte per altri prodotti di qualità che sono realizzati secondo metodi tipici, frutto delle tradizioni di queste terre. Attraverso il marchio De.C.O. vogliamo contribuire alla loro valorizzazione anche al di fuori dei nostri confini”.

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